Esistono le regole per Montessori?

Regole Montessori

“Nel metodo Montessori i bambini fanno quello che vogliono.”

Questa è probabilmente una delle frasi più diffuse, e più fraintese, quando si parla di educazione Montessori. Molte persone associano la libertà educativa all’assenza di regole, immaginando un ambiente senza limiti né confini. In realtà, Maria Montessori aveva una visione molto diversa: la libertà del bambino può esistere solo dentro una cornice chiara, rispettosa e coerente.

Quando si parla di educazione Montessori, una delle affermazioni che genera più dubbi – e spesso fraintendimenti – è questa: “nel Montessori non ci sono regole perché i bambini sono liberi di fare”. Molte persone si fermano qui, associando la libertà all’assenza di regole, all’anarchia educativa, al “fare quello che si vuole”.

In realtà, libertà e regole per Montessori sono due facce della stessa medaglia, oppure possiamo immaginarle come due pesi che tengono in equilibrio perfetto una bilancia.
La libertà esiste come contrappeso alle regole; le regole esistono come supporto costante alla libertà. Non possiamo immaginare di condividere spazi e tempi con altre persone, rispettando il loro essere e i nostri bisogni, senza confini chiari e coerenti.
Questo accade a tutte le età.

In questo articolo esploreremo:

  • cosa significa davvero libertà secondo Montessori,
  • quale ruolo hanno le regole
  • perché le regole sono fondamentali per Montessori.

Cosa significa libertà in Montessori?

Maria Montessori non parlava di libertà in senso astratto o ideologico. Per lei, la libertà era una condizione educativa, non un obiettivo da proclamare.
Il ruolo dell’adulto è costruire le condizioni affinché il bambino possa sentirsi libero di:

  • Muoversi in sicurezza
  • Scegliere per sé
  • Ripetere un’attività fino a che il suo interesse ne sente il bisogno
  • Non essere sostituito dall’adulto nel risolvere i problemi
  • Seguire il proprio ritmo di sviluppo (unico e irripetibile).

Tutto questo non significa “libertà di fare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, senza considerare chi/cosa ho intorno”.

Montessori scriveva: “la libertà del bambino deve avere come limite l’interesse collettivo”1. In parole semplici e concrete: l’adulto deve garantire a ciascuno di stare bene, nel rispetto dei tempi e degli spazi di tutti.
Ed è qui che si genera la libertà individuale, nella cornice di riferimento, nel luogo contenuto da quelle condizioni necessarie a un buon equilibrio emotivo e relazionale.

1. M. Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti, 2015, p. 54.

Come rendere una regola efficace?

Nel metodo Montessori le regole non servono a controllare i bambini.
L’obiettivo dell’adulto non è fare il “poliziotto”, né imporre limiti autoritari o punitivi. Le regole esistono per aiutare il bambino a convivere con gli altri e a muoversi nel mondo con serenità.

Le regole non sono imposte dall’alto con l’obiettivo di controllare ogni comportamento, scelta o azione né sono dettami autoritari o punitivi.
I limiti – chiari e coerenti – servono a:

  • Permettere a tutti di muoversi in sicurezza
  • Rendere l’ambiente prevedibile
  • Sostenere l’autonomia
  • Favorire interazioni rispettose
  • Promuovere gli apprendimenti
  • Rispettare i propri bisogni e quelli degli altri
  • Stare bene.

L’obiettivo attraverso cui l’adulto regola l’ambiente non è impedire ai bambini di fare cose, bensì mettersi a servizio della loro crescita, in un contesto volto al benessere per tutti.

Per un bambino o una bambina, sapere cosa fare, come, dove, quali materiali usare, cosa succede quando qualcosa non funziona, quali soluzioni è bene attivare è motivo di:

  • Soddisfazione
  • Senso di efficacia
  • Concentrazione
  • Crescita personale.

L’assenza di regole, invece, può generare confusione, disordine, agitazione, insicurezza, richieste continue all’adulto, crisi emotive ripetute.

Regole e libertà a scuola

In una classe Montessori, lo spazio è organizzato con estrema attenzione e cura; gli insegnanti si fanno promotori e promotrici di un ambiente in cui:

  • Ogni materiale ha una funzione precisa
  • Giochi e attività a vassoio hanno un posto che è sempre quello
  • Si usa un materiale alla volta
  • Dopo l’uso, il materiale viene rimesso a posto e solo quando sarà nuovamente sullo scaffale potrà essere scelto da un altro bambino.

All’interno di questa cornice di riferimento, ciascun bambino o bambino sarà libero o libera di:

  • Scegliere l’attività, quella che più risponde ai propri interessi del momento
  • Lavorare quanto tempo desidera
  • Ripetere l’esercizio per affinare le competenze
  • Concentrarsi senza essere interrotto o interrotta.

L’ambiente diventa quindi regolatore perché l’adulto ha chiari i confini e questa chiarezza si trasforma in sicurezza educativa che, nel tempo, diventa la modalità rispettosa attraverso cui anche i bambini imparano a convivere riconoscendo non solo i propri bisogni ma anche quelli degli altri, imparando a gestire le proprie emozioni e difficoltà.

Regole e libertà a casa

Nel contesto casalingo si può cadere in due errori:

  • Pensare che i bambini debbano essere già capaci di rispettare tutte le regole importanti per gli adulti di riferimento;
  • Credere che educare con rispetto sia lasciar fare/scegliere tutto ai più piccoli.

Tra questi due estremi troviamo, invece, un approccio che individua i limiti come la possibilità che diamo ai bambini di imparare non solo a saper fare qualcosa ma anche saper essere se stessi nel mondo, rispettando i valori importanti per la famiglia e riconoscendo dove finisce la propria libertà e inizia quella dell’altro

Un esempio concreto che ho vissuto

Anni fa i miei figli mi hanno chiesto di poter guardare un cartone animato molto gettonato tra i compagni; il cartone in questione non era assolutamente nell’elenco dei contenuti che io e mio marito avevamo selezionato come adatti a loro.
Di fronte alle richieste quotidiane e continue, abbiamo condiviso con loro i motivi che ci portavano a quella scelta e abbiamo chiesto cosa piacesse di quei personaggi.
Ne è risultato questo: abbiamo inserito alcuni di questi personaggi nel loro gioco autonomo e destrutturato, abbiamo fornito loro disegni a tema da poter colorare e preso in biblioteca qualche libro.
Non abbiamo vietato, abbiamo ascoltato, compreso e mediato, pur mantenendo un “no” sicuro sul video (che era per noi troppo distante dai contenuti che ritenevamo adatti per loro). All’interno della cornice chiara fornita dagli adulti, i bambini hanno potuto sperimentare la libertà di conoscere qualcosa che li interessava e che poteva essere a loro misura.
Se noi genitori avessimo lasciato fare, i bambini non avrebbero potuto scegliere il meglio per loro, semplicemente perché non potevano considerare quei cartoni come inadatti all’età del loro cervello.

Scegliere un’educazione che si ispira ai principi Montessori non significa “fare un passo indietro” e lasciar fare bensì, fare un passo diverso mantenendo quei confini imprescindibili che identificano l’adulto come un porto sicuro, anche quando la relazione si fa un po’ “scomoda” perché è necessario accettare un “no”.

Accogliere il paradosso Montessori per cui libertà e regole coesistono richiede un cambio di prospettiva per noi adulti, per cui è necessario imparare a:

  • Scegliere poche regole ma salde sui propri valori educativi
  • Fidarsi del bambino e della possibilità che ha di imparare ad accettare i limiti forniti
  • Smettere di oscillare tra rigidità e permissivismo, ricercando quotidianamente il proprio equilibrio coerente.

No, non è facile. Sì, è un grande lavoro.
Un giorno alla volta, un limite alla volta.

Se senti il bisogno di aiuto nella costruzione di maggior efficacia educativa,

Contattami!

Buon lavoro educativo!

Sara

Altri articoli

bambino-adhd

Il bambino ADHD non è malato

Attenzione: quello che stai per leggere potrebbe cambiare il tuo modo di parlare di ADHD!Dobbiamo considerare l’ADHD Come Un Disturbo da curare o una neurodivergenza